Fare il proprio volo ogni giorno! Almeno un momento che può essere breve, purchè sia intenso. Ogni giorno un “esercizio spirituale” da solo o in compagnia di una persona che vuole parimenti migliorare. Esercizi spirituali. Uscire dalla durata. Sforzarsi di spogliarsi delle proprie passioni, delle vanità, del desiderio di rumore intorno al proprio nome (che di tanto in tanto prude come un male cronico). Fuggire la maldicenza. Deporre la pietà e l’odio. Amare tutti gli uomini liberi. Eternarsi superandosi.
Questo sforzo su di sè è necessario, questa ambizione giusta. Numerosi sono quelli che si immergono interamente nella politica militante, nella preparazione della rivoluzione sociale. Rari, rarissimi quelli che, per preparare la rivoluzione, se ne vogliono rendere degni.

» G. Friedmann, La Puissance et la Sagesse  
posted 2 giorni fa @ 19 Ott 2014 with 2 note
xeternarsi xcitazioni xesercizispirituali xspirito xpassioni xbattiato xliberazione
Non sono mai stato a un concerto vero e proprio, anche perchè non sono solito ascoltare musica e sono pochi gli autori che amo. 
Iniziare così è un dolce iniziare.

Non sono mai stato a un concerto vero e proprio, anche perchè non sono solito ascoltare musica e sono pochi gli autori che amo.
Iniziare così è un dolce iniziare.

posted 5 giorni fa @ 16 Ott 2014 with 5 note
xpaul simon xsting xconcerto xassago xanch'io

Ho realizzato una non banale verità: ci sono molte persone che mi vogliono bene a cui io non ne voglio abbastanza.

posted 1 settimana fa @ 12 Ott 2014 with 16 note
xverità xvolerbene xilluminazioni xricambiare xamore

No, non ho nessun valido motivo per essere scomparso in quest’ultimo periodo, non posso neppure dire che si siano diradate le mie riflessioni. Casomai si sono fatte più effimere, perdendo ogni interesse per una pagina cui non ho mai negato una pretesa timidamente divulgativa. Scriverla, finora è stato come lasciare un mio biglietto di presentazione al viandante di passaggio o, più propriamente, allo Jacopo che a molti anni da adesso sentirà il bisogno - perchè lo sentirà, lo so - di sbirciare di nuovo queste pagine, forse per ritrovarsi. Al contrario, negli ultimi tempi ho alternato con sospetta disinvoltura gesti estemporanei e dettati dall’umore a solitari raccoglimenti, perchè il flusso dei miei pensieri facendosi più liquido ha iniziato a scorrere più prestamente ma ha insieme anche trovato grotte carsiche dove assieparsi e proseguire sornione nei suoi lenti ed enigmatici lavorii. E intanto questa è la prima grande novità: ho anch’io un umore! Quasi un anno fa, nel dicembre 2013, individuavo nella “patina di politicamente corretto che ormai da tempo influenza[va] i miei gesti” il “sintomo di una mia presunta maturità interiore” e nello stesso tempo le cause di un’indubitabile “mancanza di naturalezza” e del mio “frequente desiderio di essere altrove”. Da qualche mese ormai mi ribello allo sterile calcolo dell’utile, che invariabilmente dà un risultato di nome Prudenza e ha un piattissimo Conformismo come conseguenza pratica, e mi sforzo di dare maggiore peso alle emozioni, senza per questo erigerne alcuna a sistema. Mi permetto le contraddizioni: se ogni moto del mio animo ha eguale dignità, allora nessuna passione ha il diritto di mettere le altre in minoranza. A ogni momento la sua emozione irripetibile, concedersi il muso lungo la mattina (perchè ho sonno!), qualche indugio in più nel rispondere ai messaggi (perchè non sempre sono dell’umore adatto!), un film anzichè un’uscita in compagnia (perchè non ho voglia di sentire la vostra musicaccia!), dei lievi ritardi anche (perchè magari quel che sto facendo mi prende di più!). Da qui all’esigenza di momenti di raccoglimento interiore, alle passeggiate senza meta per la campagna, alle riflessioni solitarie su chi sono e dove sto andando, il passo è breve davvero.
Ho tanto bisogno di imparare ad ascoltarmi, perchè finora non ne sono stato affatto capace, e di chiedermi di che cosa io sia in cerca, prima di lasciare la mia interiorità alla mercè di cosa offre il mondo esterno. Ci vorrà del tempo. Nel frattempo, solo una nuova e disturbante consapevolezza: per lungo tempo mi sono voluto molto meno bene di quanto pensassi.

posted 1 settimana fa @ 10 Ott 2014 with 9 note
xriflessioni xvolersibene xmondo xdesideri xegoismo

Il dolore acuisce la sensibilità, la sensibilità il dolore

posted 4 settimane fa @ 22 Set 2014 with 24 note
xsensibilità xdolore xfrasi

Qualche volta i ragazzi tra i sedici e i diciotto anni uniscono a un’innocenza ingenua e a una raggiante purezza di corpo e di spirito un impulso appassionato verso una devozione e un altruismo assoluti. Questa fase di solito è di breve durata, ma per la sua intensità e unicità rimane una delle più preziose esperienze della vita.

» Fred Uhlman, L’amico ritrovato  
posted 1 mese fa @ 06 Set 2014 with 27 note
xfred uhlman xl'amico ritrovato xamicizia xaltruismo xgiovinezza

In fondo al nostro cuore c’è una porta che si apre sul cielo

» Isacco di Ninive  
posted 1 mese fa @ 04 Set 2014 with 4 note
xcitazioni xisacco di ninive xascesi xcuore xporta xcielo

So che il soffrire è cosa umana, allora lo accetto e mi sforzo di resistergli…ma far soffrire, questa è una responsabilità troppo grande, io non la voglio!
Non auguro a nessuno d’esser causa di un’infelicità che non si sarebbe mai voluta provocare, quando la scelta obbligata è tra l’accettare di sentirsi impotenti o il farsi cinici.

posted 1 mese fa @ 02 Set 2014 with 13 note
xsofferenza xfar soffrire xscelte xcinismo ximpotenza
Monsieur de Sainte Colombe: La musica esiste solo per parlare di ciò di cui la parola non può parlare. In tal senso essa non è del tutto umana. Allora, avete scoperto che non è per il Re?
Marin Marais: Ho scoperto che è fatta per Dio.
Monsieur de Sainte Colombe: E vi siete sbagliato...poichè Dio parla.
Marin Marais: E’ fatta per l’orecchio?
Monsieur de Sainte Colombe: Non è per l’orecchio ciò di cui non si può parlare.
Marin Marais: Per l’oro? la gloria? il silenzio?
Monsieur de Sainte Colombe: Il silenzio è solo il contrario del linguaggio.
Marin Marais: Per i musicisti rivali?
Monsieur de Sainte Colombe: No!
Marin Marais: L’amore? il rimpianto dell’amore?
Monsieur de Sainte Colombe: No!
Marin Marais: L’abbandono?
Monsieur de Sainte Colombe: No! No!
Marin Marais: Per una cialda offerta all’invisibile?
Monsieur de Sainte Colombe: Neppure. Cos'è una cialda, poi? Essa si vede, ha un gusto, si mangia...non è niente.
Marin Marais: Non so più, mio signore, non so più. Si dovrebbe lasciare un bicchiere ai morti?
Monsieur de Sainte Colombe: Continuate, ci siete vicino.
Marin Marais: Un piccolo abbeveratoio per coloro che il linguaggio ha disertato, per l’ombra dei fanciulli, per addolcire le martellate dei calzolai, per gli stati che precedono l’infanzia, quando si era senza respiro e senza luce...
Monsieur de Sainte Colombe: Signore, poco fa avete sentito che sospiravo. Morirò fra poco e la mia arte con me, solo i miei polli e le mie oche mi rimpiangeranno. Intendo affidarvi una o due arie capaci di risvegliare i morti. Voglio farvi ascoltare la tomba dei rimpianti. Tra i miei allievi non ho trovato alcuno in grado di ascoltare, voi mi accompagnerete.
posted 1 mese fa @ 31 Ago 2014 with 2 note
xtutte le mattine del mondo xmarin marais xmonsieur de saint colombe xmusica xdialoghi xfilm xcos'è la musica xmemorabili

Quando sono davvero triste, l’infelicità si acuisce sempre in un secondo momento, per una sorta di miopia che me la fa credere eterna e ne allontana le cause contingenti. La scomparsa di ciò che l’ha suscitata coincide sì spesse volte con la scomparsa del dolore, talvolta però si rivela solo il preludio a un nemico ben più temibile, quel senso di soffocamento e angoscia che si fonda sull’incapacità di intravedere mai spiragli di luce. Tanto maggiore, questo scoramento, quanto più si ripongono i propri sogni nel futuro, non appena vengono a mancare i presupposti per questo stato di questa felicità riflessa, o illusoria.
Solo di presente io voglio vivere.

posted 1 mese fa @ 29 Ago 2014 with 9 note
xfelicità xtristezza xpresente xsogni xillusioni

Non esiste nulla di peggiore per la propria autostima che circondarsi di mediocrità. Tendere costantemente al bello, questo per me significa amare davvero la vita, volere per sè la pulizia di un gesto gentile, il sorriso amico che dà sicurezza, l’umanità di uno sguardo troppo fiero per nascondere insidie, la fragilità che non si fa debolezza. Cura, cura, cura, volersi bene è voler bene all’immagine che di se stessi ogni giorno si costruisce, agli occhi propri e a quelli altrui.

posted 1 mese fa @ 24 Ago 2014 with 13 note
xcura xautostima xmediocrità xamare la vita xbello

Le lacrime son fatte come remi

» Luce d’estate, J. K. Stefansson  
posted 2 mesi fa @ 18 Ago 2014 with 4 note
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Jules Gervais Courtellemont, autochrome, 1923.

Jules Gervais Courtellemont, autochrome, 1923.

posted 2 mesi fa @ 10 Ago 2014 with 7 note
xJules Gervais Courtellemont xautochrome x1923 xphotos xlake xcolors

I Narcisi, sentendosi migliori di gran parte dell’umanità, vivono molto meglio delle persone normali.
I Narcisi pessimisti, temendo di aver ragione, vivono pure peggio degli altri.
Oltre al danno la beffa, insomma.

posted 2 mesi fa @ 07 Ago 2014 with 12 note
xnarciso xvivere bene xumanità xpessimismo

Quel confine troppo labile tra amor proprio ed egoismo

posted 2 mesi fa @ 02 Ago 2014 with 23 note
xamor proprio xegoismo xlosuperospesso xlabile xeffimero xconfini