Quando sono davvero triste, l’infelicità si acuisce sempre in un secondo momento, per una sorta di miopia che me la fa credere eterna e ne allontana le cause contingenti. La scomparsa di ciò che l’ha suscitata coincide sì spesse volte con la scomparsa del dolore, talvolta però si rivela solo il preludio a un nemico ben più temibile, quel senso di soffocamento e angoscia che si fonda sull’incapacità di intravedere mai spiragli di luce. Tanto maggiore, questo scoramento, quanto più si ripongono i propri sogni nel futuro, non appena vengono a mancare i presupposti per questo stato di questa felicità riflessa, o illusoria.
Solo di presente io voglio vivere.

posted 1 giorno fa @ 29 Ago 2014 with 7 note
xfelicità xtristezza xpresente xsogni xillusioni

Non esiste nulla di peggiore per la propria autostima che circondarsi di mediocrità. Tendere costantemente al bello, questo per me significa amare davvero la vita, volere per sè la pulizia di un gesto gentile, il sorriso amico che dà sicurezza, l’umanità di uno sguardo troppo fiero per nascondere insidie, la fragilità che non si fa debolezza. Cura, cura, cura, volersi bene è voler bene all’immagine che di se stessi ogni giorno si costruisce, agli occhi propri e a quelli altrui.

posted 6 giorni fa @ 24 Ago 2014 with 8 note
xcura xautostima xmediocrità xamare la vita xbello

Le lacrime son fatte come remi

» Luce d’estate, J. K. Stefansson  
posted 1 settimana fa @ 18 Ago 2014 with 3 note
xlacrime xviaggio xremi xluce d'estate xstefansson
Jules Gervais Courtellemont, autochrome, 1923.

Jules Gervais Courtellemont, autochrome, 1923.

posted 2 settimane fa @ 10 Ago 2014 with 6 note
xJules Gervais Courtellemont xautochrome x1923 xphotos xlake xcolors

I Narcisi, sentendosi migliori di gran parte dell’umanità, vivono molto meglio delle persone normali.
I Narcisi pessimisti, temendo di aver ragione, vivono pure peggio degli altri.
Oltre al danno la beffa, insomma.

posted 3 settimane fa @ 07 Ago 2014 with 9 note
xnarciso xvivere bene xumanità xpessimismo

Quel confine troppo labile tra amor proprio ed egoismo

posted 4 settimane fa @ 02 Ago 2014 with 12 note
xamor proprio xegoismo xlosuperospesso xlabile xeffimero xconfini

Penso si possano distinguere più serie di atteggiamenti umani. Il primo gruppo è quello degli atteggiamenti emotivi, quando “non si hanno delle idee, solo dei sentimenti”. Qui il disaccordo puó essere di due tipi, interessante o meno. Se il motivo del confronto non è interessante, esprimo il mio sentimento senza fornirlo di un contorno razionale e senza giudicare quello altrui (“io sono interista” “io milanista”, “sei un coglione” “buona giornata anche a te”). Se il confronto è su un tema interessante, esprimo con riserva il mio e mi sforzo di non giudicare quello altrui, anche se provo a lasciare che l’altra persona si esprima più diffusamente al riguardo. Qui ammetto di essere carente, dato che il primo mio impulso è tentare la scorciatoia razionale, con la conseguenza che la vittoria dialettica, ottenuta di fatto a tavolino, svuoti il sentimento dell’interlocutore della sua intrinseca dignità e non lo valorizzi in alcun modo (è il caso degli appellanti di Telefono Amico, di qualsiasi bambino, di tanti adulti in molte questioni, perlopiù sentimentali). La seconda serie di atteggiamenti umani è quella che si verifica quando la persona ha cura di coprire con una sovrastruttura razionale le sue emozioni. Se il tema del disaccordo non mi appassiona, lascio che il conflitto non maturi e argomento sì le mie idee, ma in maniera tale da non arrivare a sconfessare quelle dell’altro. Mi difendo, insomma, ma non controargomento punto su punto e senza giungere a uno scontro diretto. In altri casi, è anche possibile che non ritenga neppure valga la pena esprimere delle opinioni contrarie a quelle altrui (principalmente con i filonazisti) e, senza comunque giudicare ad alta voce, evito pure di scendere in polemica. Quando, al contrario, il tema mi interessa, la mia militanza è indubbia e l’interlocutore in disaccordo con me è disposto all’obbiettività, allora ci sono le condizioni per uno scontro dialettico. Questo scontro, che ha come presupposto l’utilizzo esclusivo dell’unica lingua che entrambi sappiamo parlare, quella che ci deriva dal nostro atteggiamento razionale, avviene in un contorno dialettico che rischia di trascendere i toni propri della civil conversazione e mi sforzo quindi di prendervi parte solo quando non ho nulla da perdere (le tipiche conversazioni su Facebook con degli illustri sconosciuti) o quando dall’altra parte c’è qualcuno assieme a cui so di poter gestire le briglie della disputa, altrimenti riduco il confronto a un inoffensivo scambio di opinioni (auspico quest’ultima alternativa soprattutto quando dall’altra parte c’è qualcuno che ha una base culturale di natura o spessore punto diversa dalla mia). Quando questo confronto si realizza non mi pongo mai l’obbiettivo di convertire l’altra persona alle mie idee con una stringente logica aristotelica, dato che entrambi le deduciamo da argomenti emotivi, bensì solamente, ed è l’unica regola, di controbattere alle sue osservazioni razionali con le mie, cercando ovviamente di pormi solo su questo terreno comune, e senza servirmi di argomentazioni, pur da me ritenute razionali, che l’altro non riconosce, dato che a nulla gioverebbero. È frequente che il tema si sposti da un argomento reale a un terreno astratto di puri principi; sarebbe bene chiarirlo subito, dato che è causa di numerosi fraintendimenti (nelle discussioni politiche). La naturale conclusione di questi confronti filosofici è da sempre fin dall’inizio prevedibile, un nulla di fatto o al massimo una vittoria dialettica che non cambia ad ogni modo le posizioni iniziali. Per dirla con Hegel, “La filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale tutto rimane tale e quale”. Ritengo siano comunque occasioni importanti per me, dato che favoriscono una maggiore consapevolezza, soprattutto quando le mie argomentazioni vengono contraddette e mi obbligano a riflessioni supplementari.

posted 4 settimane fa @ 01 Ago 2014 with 4 note
xdiverso xconfronto xragione xcuore xsentimenti xdisaccordo xrazionalità xhegel xconversazione xlitigare

Mi fa rabbia ogni trascuratezza verso gli altri esseri viventi. Più di tutto, però, mi spaventano quelli che “si sentono in diritto” e che con questa scusa del diritto giustificano la propria mafiosa indifferenza e aridità di cuore. Sentendosene in diritto schiacciano l’inoffensiva formica sotto le loro luridissime scarpe, salano la lumaca che riposa tranquilla su uno stelo del giardino, mangiano il piatto di aragoste o di foie gras così ignobilmente ricavato, vestono la pelliccia strappata a forza da un animale ancora vivo, difendono la caccia e si entusiasmano di fronte al toro trucidato nello stadio. E io che questo mio rabbioso disgusto lo esprimo ad alta voce, io che pure neanche difendo la scelta vegetariana, vengo definito animalista, ridotto a pedante minoranza. Mi si dice che è la mia sensibilità ad essere troppo accentuata, come se non fosse invece l’animale a soffrire e a subire l’affronto più grande. Ma io, che appunto animalista non sono, semmai umanista, non sto neppure lì a ribattere che un’ingiustificata angheria ai danni di una creatura più debole svilisce solo chi la commette, mostrando a che miserie possono arrivare gli uomini, e che se mi arrabbio è semplicemente perchè mi sento tradito quando scopro che in astratti furori ho attribuito proprio a loro una nobiltà che spesso non possiedono.

posted 1 mese fa @ 29 Lug 2014 with 9 note
xanimalista xvegetariani xcrudeltà xcorride xaragoste xanimali xdignità umana xuccidere

Quanto sarebbe bello riuscire a pensare solo al presente, vivere senza i “sarò”!

posted 1 mese fa @ 25 Lug 2014 with 9 note
xsarò xfuturo xpresente xpreoccupazioni xproblemi xmomento

Ancora non mi aspetto di avere un posto nella vita di alcune, m’importa solamente che loro ne abbiano uno nella mia. Credo sia una questione di sublime deferenza.

posted 1 mese fa @ 17 Lug 2014 with 10 note
xsemprestato xaspettative xarricchimentopersonale xdisillusione? xdeferenza

- Conosci te stesso e comprendi ciò di cui sei realmente in cerca. Quindi rendi presente le tue necessità.
- No metarapporto: la natura del legame che vivi con un’altra persona deve rimanere indefinita e quanto meno istituzionalizzata possibile, non verbalizzarla neppure fra te e te. Lasciati guidare di giorno in giorno dalle tue emozioni, la miglior garanzia di sincerità.
- Amor proprio: non rimandare la tua felicità e la tua stabilità individuali, che amandoti puoi perseguire hic et nunc, all’incertissimo giorno in cui, nel migliore dei casi, dipenderanno dalla fortuna di un rapporto interpersonale.
- Adegua sempre la forma del rapporto alla sostanza del tuo sentimento, se non ti è permesso chiudi senza rimpianto il rapporto che lo suscita.
- Non farti irretire dai fantasmi del passato, il tuo unico stato mentale dev’essere il presente.

posted 1 mese fa @ 15 Lug 2014 with 11 note
xamore xamore libero xgelosia xcoppia xstabilità xpresente xcarpe diem xhic et nunc

E tu scrivimi
scrivimi se ti viene la voglia
e raccontami quello che fai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi che dormi e che sogni che fai.

» Natale, Francesco De Gregori  
posted 1 mese fa @ 05 Lug 2014 with 11 note
xde gregori xnatale xscrivimi xtenerezza xsogni xdolcezza

Non mi interessa affatto sapere come avviene l’educazione di un’adolescente a Samoa o come un Irochese chiama il proprio cugino, giuro, e non per questo mi piace l’antropologia. L’adoro perchè, avvicinandomi a culture lontane, mi permette di prendere le distanze da quella in cui sono immerso. È una disciplina che obbliga a guardare dall’alto la mentalità di ogni gruppo umano e insieme pretende da chi la studia un imponente sforzo per capirle tutte. Mi dà una grande serenità constatare quanto, nonostante le mille culture e gli infiniti contesti in cui si forma, l’uomo sia sempre lo stesso. Nessun’altra disciplina pone così al suo centro il rispetto per il diverso.

posted 1 mese fa @ 04 Lug 2014 with 9 note
xantropologia xrelativismo xesami xtolleranza xserenità

La grande guerra giustamente, a mio parere, viene chiamata “guerra mondiale” e non già perchè l’ha fatta tutto il mondo, ma perchè noi tutti, in seguito ad essa, abbiamo perduto un mondo, il nostro mondo.

» Joseph Roth, La Cripta dei Cappuccini  
posted 2 mesi fa @ 28 Giu 2014 with 5 note
xjoseph roth xcripta dei cappuccini xmondo xmondo antico xhotoltouncheallacitazionesperochenessunoseneaccorga xguerra mondiale xgrande guerra xprima guerra mondiale

Ieri sera parlavamo di felicità, mi è stato chiesto dove vorrei arrivare nella vita e io ho faticato non poco a rispondere perchè non mi ero mai posto domande così astratte. Alla fine ho detto che mi piacerebbe realizzarmi, senza che questa mia realizzazione dipenda in alcun modo da altri che da me. Probabilmente così su due piedi mi sono espresso in maniera confusa, allora ho tentato di ribattere, a chi mi accusava di egoismo, peggiorando però la situazione. Ho specificato che il ruolo degli altri in tutto ciò non è affato marginale, che è proprio grazie alle persone di cui mi circondo se può avvenire una mia crescita come persona. E che no, non è vero che per questo motivo gli altri mi appaiono come dei mezzi, ma che, anzi, questa consapevolezza mi stimola a vedere in ciascuno una possibilità nuova e a cercare, forse esagerando, il confronto con la diversità, o anche solo a prenderla in considerazione. Eppure, nonostante i compagni di viaggio, solo io sono chiamato a percorrere dall’inizio alla fine il mio cammino, attardarmi ad aspettarne qualcuno con passo più lento, sia pure, ma senza mai perdere di vista il sentiero davanti e senza mai desistere dalla meta. Mi ha stupito osservare invece come i miei interlocutori ponessero sempre la loro felicità in qualcosa che esiste ed è destinato a rimanere al di fuori di loro.

posted 2 mesi fa @ 27 Giu 2014 with 10 note
xrealizzazione personale xfelicità xmeta xcammino xindipendenza xautonomia xalienazione